Futuro Stampa Digitale

May 25, 2009

La stampa, dalla rivoluzione digitale al 2020
Si parte dall’avvento della stampa digitale, quale anno zero delle arti grafiche, per descrivere i grandi cambiamenti che da allora hanno coinvolto l’industria della stampa internazionale. Si procede illustrando i probabili scenari evolutivi del settore nei prossimi anni.

Quale sarà il futuro della stampa digitale? È l’enfatica domanda che ci si pone fin dalla comparsa della tecnologia digitale e alla quale non è stato finora possibile, e probabilmente non lo sarà mai, dare una risposta univoca e definitiva. All’esuberante dibattito si è recentemente aggiunta una voce autorevole: si tratta di Insight Report “Il futuro della stampa digitale”, uno studio indipendente sui futuri sviluppi della stampa digitale professionale, commissionato da Canon e condotto e scritto da Frank Romano, professore presso il Rochester Institute of Technology (RIT), in collaborazione con un team di studenti laureati. Il team di Insight Report ha interpellato oltre 600 stampatori e operatori grafici, proporzionalmente distribuiti in tutto il mondo. Qui di seguito vi proponiamo alcuni dei contenuti più interessanti del lavoro. I lavori più trendy Laddove già inarrestabile appare la tendenza a fare ampio uso della stampa a colori, secondo la ricerca promossa da Canon, l’attuale tasso di crescita del numero delle pagine stampate in digitale e in full color, che oggi oscilla intorno al 51% annuo a livello mondiale, entro il 2020 dovrebbe salire di almeno un terzo. Motore principale di tale aumento sarà la richiesta di nuove tipologie di documenti: un grande quantitativo di pagine a colori proverrà infatti dai documenti finora stampati con sistemi digitali monocromatici. Nei documenti composti da più pagine, il colore sarà inizialmente utilizzato soprattutto per le copertine, mentre in un secondo tempo, anche grazie alla maggiore efficienza ed economicità delle funzionalità a colori, andrà via via affermandosi anche tra le pagine interne. Infine, l’impiego di diagrammi, grafici, immagini e foto a colori, il cui utilizzo viene spinto dalla preponderanza di fogli di calcolo elettronici, sarà ulteriormente agevolato dalle tecnologie full color. Per quanto riguarda il variable data printing, tutti gli interpellati ritengono che si tratti di un mercato destinato a crescere a ritmi serrati e destinato altresì ad assistere all’affermazione di tipologie di lavori sempre più complessi (con collegamenti a banche di dati e di immagini). A trascinare il mercato del dato variabile saranno la crescita della documentazione promozionale mirata distribuita a mezzo posta, l’inevitabile convergenza dei mercati transazionali e della distribuzione diretta, da cui nasceranno nuovi documenti transpromo, per metà bollette o fatture e per metà veicolo di promozione pubblicitaria, e la comparsa di nuovi servizi commerciali finalizzati all’accaparramento di nuove attività di stampa da parte dei centri di gestione dati o dei centri stampa aziendali.

La rivoluzione digitale

“La stampa digitale ha rivoluzionato l’industria delle arti grafiche e continuerà a farlo. Tanto la normale stampa digitale dei documenti quanto quella su grande formato hanno determinato uno sconvolgimento nella forza lavoro, nel portafoglio delle competenze, nelle tecnologie e nelle strategie di marketing della comunicazione basata sulla stampa. Proprio come i servizi della stampa tipografica dovettero reinventare se stessi quando la litografia offset fece il suo ingresso in questo settore industriale, anche gli stampatori hanno dovuto adattarsi a nuove tecnologie di stampa, flussi di lavoro, soluzioni e servizi a valore aggiunto”. Con queste parole si apre l’Insight Report, che parte così descrivendo il fenomeno della rivoluzione digitale. Secondo un primo dato previsionale del rapporto, il 2020 si annuncia come l’anno in cui il declino delle tirature di stampa, che con l’avvento della tecnologia digitale e dei mezzi di comunicazione elettronici hanno cominciato a registrare una progressiva riduzione, potrà considerarsi concluso. Secondo lo studio di Frank Romano, la situazione dovrebbe dunque stabilizzarsi all’alba del 2020, quando tecnologia di stampa e supporti elettronici, internet in primo luogo, avranno trovato la rispettiva e giusta collocazione: sarà a quel punto che stampatori e operatori grafici professionali, alcuni dei quali nell’ultimo quinquennio hanno visto erodersi fino al 40% il proprio portafoglio di clienti proprio a causa della concorrenza multimediale, assisteranno a una stabilizzazione del mercato, laddove le tirature di stampa che potevano essere sostituite elettronicamente saranno state completamente rimpiazzate.


La ristrutturazione del settore produttivo

Gli oltre 600 stampatori interpellati per la realizzazione dell’Insight Report hanno indicato la distribuzione elettronica dei file quale tecnologia che ha radicalmente trasformato le logiche interne dell’industria della stampa. Il fatto che ogni cliente sia ora in grado di creare e di definire in-house i propri lavori e di inviarli, via etere, a qualsiasi tipografia in qualsiasi parte del mondo ha infatti reso la stampa un fenomeno cosmopolita. A questo primo e più evidente cambiamento ne sono seguiti a ruota molti altri: la diversificazione degli impianti produttivi, ad esempio, laddove a un solo grande impianto si preferisce optare per più impianti, più piccoli e più diversificati, e, ancora, il progressivo abbassamento delle tirature per tagliare i costi, ridurre sprechi e giacenze. Quest’ultimo fenomeno si accentua con l’espansione della stampa digitale: le grandi tirature del passato stanno ormai scomparendo mentre oggi il 48% di tutte le stampe e le copie prodotte registra tirature inferiori alle 2.000 unità per lavoro (il 51,1% in Europa). Le tirature moderate raggiungono il 22%, mantenendosi sostanzialmente inalterate e il 30% delle grandi tirature si prevede destinato a calare fino al 25%. La trasformazione delle caratteristiche della domanda non ha mancato di coinvolgere anche la risposta, e dunque, l’offerta del mercato: gli stampatori hanno infatti cominciato a vendere un servizio sopra agli altri, ovvero il tempo. Non a caso, il tempo di produzione e consegna rappresenta oggi un vero e proprio un vantaggio concorrenziale può fare la differenza nell’arricchire, o depauperare, il portafoglio di clienti. Strettamente legata ai due fenomeni, di riduzione delle tirature e dell’incremento dei tempi di produzione, appare l’affermazione della stampa on demand. Questo, dunque, il quadro del presente. Secondo la ricerca, nei prossimi anni andrà accentuandosi la riduzione dei cicli di produzione e dei tempi di consegna, dato che i clienti cercheranno di guadagnare più tempo possibile dai loro fornitori. D’altra parte, si affermeranno quali favoriti i lavori più complessi, meglio remunerati nella prospettiva degli operatori e più apprezzati dal mercato in quella dei loro clienti e dei print buyer. Dal punto di vista prettamente produttivo, nei prossimi anni continueranno a crescere i costi di stampa, secondo la percezione degli intervistati. Tuttavia, sono sempre loro a dirsi non solo fiduciosi del fatto che anche i proventi dell’attività tipografica continueranno ad aumentare, ma pronti al contempo ad attuare strategie che prevedano l’ottimizzazione delle risorse produttive, l’implementazione di strumenti di vendita e di marketing e la prontezza a cogliere le opportunità di espansione offerte dai nuovi mercati.

In sintesi

Secondo le previsioni di Insight Report, la diffusione di nuove macchine di facile utilizzo, di investimenti in formazione IT e nelle infrastrutture e di flussi di lavoro ibridi porteranno altresì a una piccola rivoluzione nella modalità di approccio degli stampatori alla propria professione.


Verso una stampa cosmopolita

Nel 1980, il 69% di tutte le stampe veniva acquistato da tipografie situate nell’arco di 160 chilometri dal cliente. Oggi la percentuale è scesa al 45% e continuerà a calare nei prossimi anni. Del resto, appare evidente che la possibilità di inviare file elettronicamente e collaborare online per apportare modifiche, anche last minute, abbia reso meno importante la collocazione fisica delle aziende tipografiche. Se potenzialmente non vi sono oggi limiti o barriere a una produzione cosmopolita, le dinamiche produttive e distributive specifiche di ogni singola commessa continuano comunque a dipendere anche da criteri geografici o temporali. Se un prodotto stampato deve essere utilizzato nel raggio di 160 chilometri o nell’arco di 30 trenta giorni dalla sua ordinazione, è probabile che la produzione venga effettuata nei dintorni. È questo il caso, ad esempio, del materiale pubblicitario e promozionale, il 69% del quale, secondo il rapporto, viene affidato a tipografie attive nel raggio di 160 chilometri dal cliente, e il il 90% del quale necessita di essere consegnato appunto entro un mese. I libri rappresentano invece il caso opposto. Sono forse loro il prodotto cosmopolita per eccellenza, laddove non avendo particolari restrizioni logistiche e temporali, la produzione può essere effettuata all’estero e anche molto lontano (solo il 2% e il 4% dei libri viene prodotto nei limiti spaziali e temporali sopra indicati). Fanno eccezioni categorie quali le edizioni uniche o i libri fotografici.

Metodologia dell’indagine

Da gennaio a marzo 2008, il prof. Frank Romano e il suo team di studenti laureati del RIT hanno condotto 619 interviste con fornitori di servizi di stampa, osservatori industriali e altri esperti del settore allo scopo di realizzare una fotografia dell’attuale industria della stampa digitale e azzardare proiezioni per il suo futuro. Tali previsioni si basano su un’analisi di tendenza e modelli informatici. Il campione di intervistati, che rappresenta una significativa sezione trasversale dell’industria della stampa su base mondiale, può essere definito rappresentativo dell’industria della stampa nel suo complesso. Per acquisire quanti più dettagli possibili, sono state condotte analisi approfondite utilizzando questionari interattivi.

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